sabato 4 novembre 2017

Orario del Polo Museale di Ascoli Satriano

Il Polo Museale di Ascoli Satriano (Fg) è aperto dal martedì alla domenica, la mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e il pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00; chiuso i lunedì non festivi.

Nel Polo Museale – Museo Diocesano e Museo Civico Archeologico – di Ascoli Satriano (Fg) si ammirano la collezione di opere d’arte sacra nel Museo della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano; la mostra “Lo Spreco Necessario. Il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano”, con i corredi funerari dauni più lussuosi rinvenuti in territorio ascolano; la mostra “Policromie del Sublime” con i marmi e gli splendidi grifi policromi restituiti dal Getty Museum; la sala dell’Apollo e del Bambino Cacciatore.



Information Point: Polo Museale di Ascoli Satriano
tel. e fax: 0039.0885.651756
e-mail: polomusealeas@gmail.com

aperto dal martedì alla domenica
la mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00
il pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00
chiuso i lunedì non festivi.

venerdì 12 maggio 2017

I Grifoni di Ascoli Satriano a Parigi per promuovere l'Italia

Il Sindaco di Ascoli Satriano Avv. Vincenzo Sarcone ha reso noto che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con il Segretariato Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Direzione Generale Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'UNESCO, curerà la realizzazione di un evento espositivo di opere d'arte recuperate e, in particolare, dei Grifoni di Ascoli Satriano presso la sede UNESCO di Parigi, dal 2 al 12 maggio 2017.
L'iniziativa servirà per promuovere la candidatura italiana all'UNESCO, rappresenterà tutta l'Italia e sarà presentata ad un autorevole contesto internazionale.
La notizia sul sito web dell'UNESCO
La notizia sul sito web del Comune di Ascoli Satriano




giovedì 11 agosto 2016

Ferragosto al Polo Museale di Ascoli Satriano

Apertura straordinaria del Polo Museale di Ascoli Satriano
a Ferragosto - lunedì 15 agosto 2016
ore: 9.00-12.00 / 18.00-20.00


lunedì 8 agosto 2016

Nel Polo Museale di Ascoli Satriano ... c'è l'Apollo

Nel Polo Museale di Ascoli Satriano ...

... C'è l'Apollo [...] sembra guardare attraverso e al di là dei secoli. 
È impassibile e sereno, ma ecco, ha bocca e mento umani, pronti a fremere e a sorridere.
[...] guarda altrove, lontano, come se il suo sguardo fosse attratto da una veduta serena del Cielo distante. [...] Bisogna vederlo, e lasciare che l'occhio si slanci come una creatura liberata lungo quelle curve e quelle cavità poiché ha segretamente bramato una tale bellezza! Non si può sapere, finché non la si è soddisfatta, quanto fosse profonda quella brama. E la pietra - se così la vogliamo chiamare - pare inoltre cedere alla mano dello scultore: è quasi liquida, del colore dell'alabastro, e dotata della solidità del marmo. [...] La testa del ragazzo con i capelli intrecciati, che le guide definiscono vagamente arcaico. Ma la bocca sembrava fosse stata scolpita solo quel mattino, con le sue linee morbide e delicate. Un momento, però: la pietra era anche immortale.

Le belle statue hanno uno sguardo mai visto sul volto dei vivi, o forse solo di rado, come di serena immutabilità; ecco un modello durevole come la terra, o meglio che sopravvivrà a tutte le cose tangibili, perché una tale bellezza ha un'essenza immortale. E questa espressione su un volto che per il resto è giovane e morbido ti fa respirare un'aria più leggera. È come il bacio dell'alba.

(Tratto da: Virginia Woolf, Diari di viaggio)

lunedì 1 febbraio 2016

Anche il podanipter è di nuovo ad Ascoli Satriano

Il podanipter è stato presente nella mostra "Mito e Natura" allestita al Palazzo Reale di Milano dal 31 luglio 2015 fino al 10 gennaio 2016.


Ora è ritornato nella sua teca, nella sala dei Grifoni del Polo Museale di Ascoli Satriano.
Il bacino in marmo datato seconda metà del quarto secolo a.C. è un unicum di elevatissima qualità. Esso non era destinato a un uso concreto, ma a uno scopo funerario.
Il bacino probabilmente faceva parte di un prestigioso corredo di una tomba scavata clandestinamente nella zona di Ascoli Satriano (FG) tra il 1976 e il 1977. Il reperto, insieme ad altri arredi marmorei tra cui i famosi grifoni, fu poi venduto a un mercante d'arte e, infine, entrò a far parte della collezione del Paul Getty Museum.
Per un certo periodo di tempo, quindi, questo importante oggetto fu conservato in quel di Malibu per poi essere restituito all'Italia nel 2007.
La decorazione presente all'interno del bacino raffigura il viaggio di tre Nereidi su un mostro marino allo scopo di consegnare le armi forgiate da Efesto ad Achille.
Il mito narra che le Nereidi, divinità marine figlie di Nereo e Doride, fossero di una bellezza proverbiale. Un giorno Cassiopea, moglie del re etiope Cefeo, volle sfidare la bellezza delle Nereidi affermando che lei e la figlia Andromeda potevano vantare una beltà superiore a quella delle divinità marine. Le Nereidi si indispettirono e chiesero a Poseidone, loro signore, di dare una lezione alla regina etiope; egli scatenò così un violento maremoto che si abbattè sul Paese e, inoltre, inviò un terribile mostro di nome Ceto. Per placare l'ira del dio, Cefeo, su suggerimento dell'oracolo di Ammone, incatenò la bella figlia Andromeda a uno scoglio per sacrificarla a Ceto.
Fortunatamente, quel giorno, passava da quelle parti Perseo... ma questa è un'altra storia!
- See more at: http://www.mostramitonatura.it/it/news/35/Chi-e-la-piu-bella-del-reame-Il-mito-delle-Nereidi.html#sthash.teFY7cMS.dpuf

lunedì 30 novembre 2015

Intitolazione a Mons. Felice di Molfetta del Polo Museale di Ascoli S.

COMUNICATO STAMPA

Terminato l’intervento di completamento e potenziamento del Polo Museale di Ascoli Satriano - curato personalmente dal vescovo Felice di Molfetta - che ingloba il Complesso Museo Ecclesiastico Diocesano e il Museo Civico Archeologico “Pasquale Rosario”, sabato 5 dicembre 2015, alle ore 10.30, nell’Auditorium Diocesano dell’ex Monastero di Santa Maria del Popolo, si svolgerà la cerimonia di intitolazione a Sua Eccellenza Mons. Felice di Molfetta, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, del Complesso Museale Ecclesiastico Diocesano.
Il complesso architettonico di Santa Maria del Popolo è costituito dalla chiesa e dal monastero. L’ex chiesa, oggi Auditorium Diocesano, è stato dotato di arredi necessari al fine di renderlo “cuore” pulsante per la diffusione della cultura. A sigillarne l’importanza monumentale, è il recupero con la riproposizione di uno splendido altare ligneo dorato risalente al XVII secolo, dopo gli anni di incuria e di abbandono in cui versavano l’altare ligneo e la stessa chiesa.
All’interno dell’ex monastero, sede istituzionale del Polo Museale di Ascoli Satriano, il chiostro è stato arricchito di una vetrata perimetrale che ne riflette la suggestiva e altera maestosità. Inoltre, gli spazi museali ripropongono innovative prospettive, grazie alla nuova organizzazione degli spazi, nonché all’utilizzo di strumenti mediatici che evidenziano l’importanza e lo spessore delle collezioni - ecclesiastica e archeologica - esposte.
L’intitolazione del Museo a S. E. Mons. di Molfetta, invocata unanimemente dagli officiali di Curia, dal clero diocesano e dall’associazionismo cattolico operante sul territorio della Chiesa locale, esprime il doveroso riconoscimento al pastore della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano che, in quindici anni di governo episcopale, si è prodigato non poco nell’opera di recupero e di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e documentale conservato nei nove comuni della diocesi e, in particolare, nella città di Ascoli Satriano.




Cerignola, 28 novembre 2015
Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano
0885.421572

I MARMI POLICROMI DI ASCOLI SATRIANO

Provenienti dal territorio dell’antica Ausculum, l’odierna Ascoli Satriano in provincia di Foggia, l’eccezionalità di questa serie di manufatti ha più ragioni: l’alta qualità del marmo, quello cristallino e trasparente scavato in galleria nell’isola di Paro che i Greci riservavano ai capolavori della scultura; la presenza della decorazione pittorica, così rara nei marmi giunti sino a noi e, soprattutto, la storia del ritrovamento di questi pezzi.

Nel maggio del 2006 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale rintracciò un gruppo di oggetti nei locali del Museo Civico di Foggia e, quindi, lo trasferì a Roma a disposizione della Magistratura, nel quadro del procedimento penale relativo al commercio internazionale clandestino di reperti di scavo.

L’interesse degli investigatori era stato sollecitato dal fatto che, nel corso di indagini sviluppatesi durante gli anni precedenti, un cittadino italiano aveva ammesso di essere stato a suo tempo partecipe di un fruttuosissimo scavo clandestino svoltosi nel territorio dell’antica Ausculum, l’odierna Ascoli Satriano, nel quale era stato ritrovato sia un gruppo raffigurante due Grifi che dilaniano un cerbiatto, venduto poi ad un museo americano, sia una serie di altri oggetti, sequestrati invece dalla Guardia di Finanza di Foggia.

Di qui, dapprima la ripresa del fascicolo processuale aperto nel 1978 a carico del responsabile e, poco dopo, la vera e propria riscoperta dei marmi, prelevati dagli stessi militari dell’Arma il 5 maggio e depositati infine, per gli indispensabili interventi conservativi, presso il laboratorio di restauro romano della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. La conferma dello straordinario interesse dei pezzi rimasti a Foggia e la palese corrispondenza fra la descrizione di ciò che era stato invece trafugato e venduto e quanto era conservato sulle coste occidentali degli Stati Uniti spingeva infine ad organizzare un sopralluogo nelle campagne di Ascoli Satriano.

Due tra i pezzi più eccezionali, il sostegno di mensa decorato con Grifi e il podanipter (grande bacino con supporto), furono acquistati dal J.-P. Getty Museum di Malibu che li ha restituiti all’Italia nel 2007.

Le indagini condotte dopo la restituzione hanno permesso, quindi, di ricollegare tutti i pezzi, in totale undici più o meno completi, facendone ipotizzare un’unica provenienza da un contesto funerario daunio della seconda metà del IV secolo a.C.: questi elementi marmorei sono infatti accomunati sia dalla particolare tecnica di lavorazione, la tornitura, sia dalla presenza della decorazione policroma; le analisi di laboratorio hanno poi confermato la pressoché medesima varietà di marmo, proveniente dalle cave greche più prestigiose. Tutti i manufatti sembrano rappresentare una versione particolarmente monumentale e finora del tutto sconosciuta di un ‘servizio’ funebre le cui forme richiamano molto da vicino la raffinata ceramica italiota di IV secolo a.C. ed esemplari in bronzo. In particolare, il grande cratere marmoreo non solo conserva tracce di policromia, ma anche l’impronta in negativo di una decorazione in oro che è stata riconosciuta come un motivo vegetale a foglie d’edera; il supporto da mensa è unico nel suo genere e la sua iconografia – due Grifi che uccidono un cervide – si rifa sicuramente a modelli orientali. Infine, il podanipter, tipico bacile per uso cerimoniale, mostra ancora al suo interno la splendida scena del trasporto delle armi di Achille da parte delle Nereidi che cavalcano mostri marini: un’iconografia coerente con la sua destinazione d’uso. Proprio il podanipter presenta interessanti elementi di affinità, per forme e cromia, con le pitture del Sarcofago delle Amazzoni, uno dei più alti esempi della pittura magno-greca del IV secolo a.C.

Tutto ciò a testimoniare la qualità dei manufatti che componevano questo complesso funebre, destinato con tutta probabilità a un membro dell’élite daunia.

(Testo tratto dal comunicato stampa del MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI - DIREZIONE GENERALE PER LE ANTICHITÀ - SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA in occasione della mostra IL SEGRETO DI MARMO. I MARMI POLICROMI DI ASCOLI SATRIANO, svoltasi a Roma presso Palazzo Massimo dal 16 dicembre 2009 al 23 maggio 2010)